AL PRESIDENTE DELLA LEGA ITALO ELLENICA E RAPPRESENTANTE RETE SCOLASTICA “ MAGNA GRAECIA – MEGALH ELLAS”
Egr. signor Alexandris, la ringraziamo di aver accettato di rispondere alle domande del www.inital.gr
Quali sono gli obiettivi delle Rete scolastica Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς e con quali mezzi li perseguite? Ci parli un po’ pure di coloro che vi aiutano, dei collaboratori.
La Rete scolastica Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς è un appuntamento della generazione studentesca odierna e del domani con il suo remoto passato. Unisce simbolicamente i discendenti di luoghi, città, madrepatrie elleniche e loro colonie con il Sud Italia. I nostri collaboratori basilari in Grecia e in Italia sono i docenti sensibilizzati, che comprendono il valore culturale delle nostre proposte e introducono nelle loro attività scolastiche tale progetto, adattando condizioni di comunicazione orizzontale tra scuole elleniche e italiane. Essi meritano congratulazioni, specialmente i docenti greci perché le difficoltà, le mancanze di mezzi e infrastrutture, anche sul piano legislativo non permettono spesso loro autonomia e azioni locali palesi.

Ci Parli dell’esperienza della fondazione della Rete Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς e ci indichi le date fondamentali per la sua Costituzione.
La Lega Ιtalo-Εllenica ha avviato dal 1986 azioni di gemellaggio tra centinaia di scuole che si collegano tra loro in un rapporto di antica madrepatria e colonia, come ad esempio Patrasso e Crotone, Sparta e Taranto, Chalkìda e Leontinoi, Eretria e Catanzaro. Dalla primavera del 2007 abbiamo avviato, sotto il patrocinio della provincia di Eubea, il coordinamento delle scuole per costituire una Rete scolastica italiana e greca Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς: base di riferimento erano le scuole già gemellate tra loro e altre intenzionate per la prima volta a partecipare. In Italia il nucleo scolastico si è costituito, grazie alla squisita intuizione e spinta operativa del prof. Luigi Macrì, oggi coordinatore della Rete, fin dal marzo 2008 e così ci siamo incontrati a cooperare. Si è creata una veste di coordinamento ufficiale, riconosciuta dalla legge relativa all’autonomia scolastica del 1999 che prevede e facilita la costituzione di Reti scolastiche e prevede contributi dello stato italiano. Tale Rete denominata Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς opera già compiutamente e con statuto democratico. Qualcosa di simile in Grecia non esiste ancora e ciò rende difficile il nostro operato, tuttavia il governo odierno è certamente orientato ad istituirla. Questa mancanza di una norma legale e sostanziale per l’ampliamento dell’istruzione segue il criterio dell’ ammodernamento e adattamento ai canoni europei.
Quante scuole e studenti riguarda e coinvolge quotidianamente la Rete Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς? Quanti ragazzi visitano l’Italia e la Grecia ogni anno?
Alla Rete scolastica Magna Graecia – Μεγάλη Ελλάς partecipano come membri effettivi 40 istituti scolastici del Sud Italia, tra istituti comprensivi ed istituti di istruzione superiore. In Grecia, un analogo organo di coordinamento coordina all’incirca lo stesso numero di scuole. Annualmente noi curiamo gli scambi scolastici tra loro e organizziamo manifestazioni di valenza culturale e formativa tra circa 20 coppie scolastiche. Visitando la nostra pagina web, vi informerete e comprenderete la ricchezza e profondità delle nostre azioni offerte parallelamente nelle due nazioni a cui facciamo da ponte.
I professori di queste scuole appartengono alla minoranza linguistica? Sono italiani che conoscono la lingua greca o professori greci che si sono insediati in Italia? Alla Rete appartengono scuole situate esclusivamente nelle aree grecofone o anche altre scuole italiane in cui si insegna il greco?
Molta confusione si crea spesso, purtroppo, in cui siamo chiamati a chiarire e precisare le reali dimensioni di rapporti linguistici e storici tra popolazioni e culture, lì dove non esiste una diretta relazione tra paesi grecofoni, cioè delle minoranze linguistiche riconosciute legalmente, la grika della Puglia, la grikanica della Calabria e altri idiomi linguistici locali. Da una parte risulta evidente da alcuni che essi affondano le loro radici nella relazione con l’antica Grecia del periodo coloniale, ignorando il fatto che la lingua greca si è estinta completamente dall’Italia nel V sec. d. C., nonostante conservi ancora elementi come la scrittura, gli stili di carattere dei primi calcidesi in lingua latina; d’altra parte, come altri affermano, è chiaro che la promiscuità linguistica si è radicata nel Bisanzio, dallo statega conquistatore Belisario in poi e nella lingua amministrativa dell’impero, la lingua greca “koinè”, la parlata comune, quella biblica delle scritture che si atrofizza però sistematicamente per spegnersi nel 1700 circa; inoltre va considerata pure la presenza di albanesi ortodossi o ancora di funzionari religiosi dell’Armenia, Siria, Libano, etc…che parlano propri idiomi simili a quelli greci e della Grecia odierna grazie appunto alla lingua internazionale del Bisanzio. Un approccio greco, etnocentrico con bandiere stemmi e gagliardi sembra dunque fuori luogo e tempo e potrebbe peraltro ferire e offendere le specificità culturali del popolo italiano dell’Italia del sud che nutre sentimenti di sincera e profonda amicizia e perfino di fratellanza verso i greci contemporanei, non ritiene però che l’Italia manchi in ellenismo o civiltà nei riguardi dei cittadini del paese vicino e non auspicano affatto la propria liberazione dallo stato italiano per incorporarsi a quello greco…! Gli italiani si sentono figli della civiltà greco-romana tanto quanto i neogreci e non piacciono a loro discriminazioni e gerarchie di purezza etnica tra i cittadini delle due nazioni.
Le scuole gemellate e gli alunni comunicano frequentemente tra di loro, e in quale modo?
Nelle nostre azioni creative si distingue la nuova, contemporanea, familiare per i ragazzi modalità di comunicazione tramite internet, in maniera sincrona ed asincrona. Effettuiamo teleconferenze per gruppi promuovendo così la ricerca comune, introduciamo nelle azioni scolastiche programmi didattici in cui la parte creativa degli alunni è la stessa spinta per autocoscienza che stimola confronto dei valori, producendo osmosi di mentalità. Solamente la parte italiana, finora, dispone di laboratori di informatica allestiti a disposizione degli alunni, in cui in orari stabiliti si può promuovere la comunicazione con altre scuole europee; in Grecia tale meccanismo è ancora allo stadio iniziale e sperimentale nella maggioranza delle scuole, l’unico elaboratore viene affidato a d un insegnante con il compito di registrare le pervenute mail in via burocratica, gerarchica, senza la possibilità per gli alunni di utilizzare direttamente né internet né la connessione dentro la scuola. Di conseguenza gli studenti greci corrispondono dalla propria casa in comunicazione asincrona e senza il coordinamento di un docente.
Come comunica con voi il Ministero della pubblica Istruzione? C’è comprensione, vi aiuta a realizzare i vostri scopi? Come si realizzano gli scambi tra alunni?
Mai abbiamo riscontrato trattamento negativo da persone del Ministero della pubblica Istruzione Ellenico per le operazioni scolastiche o degli Esteri e dell’Interno per gli spostamenti di gruppi composti dalle Autonomie Locali elleniche in Italia, nonostante le alternanze dei governi. Il problema principale consiste nella gerarchia d’altri tempi, nella burocrazia arida, che invece di funzionare come strategia di coordinamento di azioni tali da permettere diffusione di esperienze positive in ambiti d’eccellenza tra scuole, diventa invece ostacolo alla programmazione e mobilità delle scuole, talvolta impedisce la partecipazione in progetti che hanno elementi culturali di qualità e quantità, poiché il Ministero non ha la possibilità di poter controllarli e coordinarli efficacemente. Ancora oggi si trasferiscono carte, infinite ricevute con posta o courier, non esiste da nessuna parte posta elettronica certificata per poter introdurre con questa innovazione l’istruzione greca nella società dell’informazione europea. Ora tuttavia si effettua velocemente la riforma di passaggio dalla carta, e timbro nella diretta, virtuale, immateriale, senza costi, responsabile e trasparente comunicazione.
Il governo italiano sostiene i vostri obiettivi? Nei confronti della riconosciuta minoranza linguistica, quali sono i problemi maggiori che avete? Le vostre scuole vengono trattate allo stesso modo delle altre scuole italiane? Quali sono i problemi maggiori che affrontate e come li superate? Sappiamo che in Italia nel campo dell’istruzione, emerge il dato degli stipendi, i più bassi dei docenti di tutta Europa. Vi penalizza ciò come Rete scolastica, e se sì come reagite?
Noi in Italia non abbiamo spesso contatto diretto con gli enti governativi perché esistono tre gradi di autonomie locali consolidati: comune, provincia e regione, i quali corrispondono completamente, moralmente e materialmente all’operato della società civile che noi offriamo. Il governo italiano non si occupa mai della singola scuole e delle sue azioni. Ogni scuola decide da sola, in collaborazione con l’amministrazione locale, il genere e quantità di attività da svolgere non solo in ambito culturale, finanziario, d’impresa, ma anche riguardo la parte didattica.
La lingua italiana s’insegna nelle scuole greche, come seconda lingua straniera a scelta, da appena due anni. I docenti di lingua italiana dunque parleranno agli alunni della loro storia, dei loro costumi, tradizioni locali. Potremmo fare in modo così che gli studenti della 1 e 2 ginnasio, quando arriveranno alla 2 e 3 liceo di domani possano effettuare la loro gita d’istruzione nel sud Italia con l’aiuto della Rete scolastica?
L’approccio degli alunni greci alla lingua e cultura italiana è, allo stesso tempo, la promozione della lingua e cultura greca in Italia e la migliore garanzia di sviluppo di sentimenti d’amicizia e fratellanza tra le generazioni future, il rafforzamento di cooperazione in ogni livello, educativo, formativo, culturale, economico, politico, per avvantaggiarsi reciprocamente. Per esempio, l’inizio proprio dalla provincia d’ Eubea nel 2007 della nostra Rete scolastica, con molte visite di gemellaggio con scuole italiane, ha funzionato come fattore moltiplicativo della richiesta di lingua italiana tra gli alunni greci; attualmente la provincia di Eubea detiene di gran lunga la più alta statistica di insegnamento della lingua italiana in tutta la Grecia. Naturalmente la visita nei paesi “fratelli” e la diretta conoscenza con persone, paesaggi, storie, rafforzano gli elementi di intimità culturale e convengono allo sviluppo di collaborazioni internazionali a livello europeo, dove Grecia e Italia hanno un immenso capitale culturale e sociale da investire nella nuova società globalizzata, fluida in valori e coesione.
Molte scuole in Grecia scelgono come gita d’istruzione Venezia, Roma, Firenze. Alcuni consigli per scegliere come destinazione i luoghi delle vecchie colonie della Magna Graecia ed entrare in contatto con la minoranza linguistica greca del sud Italia.
L’impressionante urbanistica rinascimentale della Toscana, la magnifica Serenissima galleggiante nella laguna veneziana crocevia del mondo, la Città eterna, aperto museo diacronico di tutte le epoche sono naturalmente i primi poli d’attrazione culturale e di qualità nel globo, nell’intero pianeta. Resteranno fari d’attrazione nei flussi di turismo mondiale verso l’Europa che avvantaggiano anche la Grecia. Il Sud Italia presenta una differenziazione culturale che è opportunità per comprendere in profondità la “polispermia” culturale della penisola italiana, in cui si sono sviluppate tutte le civiltà del Mediterraneo, come finestre temporali, componendo un quadro unico di multiculturalismo dove anche la Grecia riconosce pezzi di comune origine.
Quali sono le cose fondamentali da fare per realizzare un gemellaggio tra scuole e quanto durano?
La cosa fondamentale è la disponibilità di co-organizzare un incontro dentro la scuola. Se qualche scuola desidera visitare l’Italia, vi sono decine, forse centinaia di scuole disposte a fare scambi culturali, al fine di un gemellaggio come processo di dialogo e sviluppo di trans culturalismo. L’incontro a scuola dura un giorno didattico, mentre la scuola che visita l’estero ha l’occasione di conoscere a fondo il paese con un programma settimanale di visite o di escursioni in città, visite a musei e parchi archeologici, accompagnati dai partner del progetto.
Quali sono i doveri e gli standard per un gemellaggio di successo?
Il gemellaggio è il culmine di molte azioni effettuate nel tempo, non è immediatamente realizzabile, e neanche sulla base di una presentazione di terzi, cioè di una combinazione occasionale tra scuole. E’ Il coronamento di un’azione educativa e formativa, costante nel tempo, fatta con ispirazione e cura, per riuscire ad affermare e far emergere comuni elementi delle rispettive comunità locali, suggellate dalla creatività dei giovani. Il gemellaggio di successo tra scuole può diventare occasione per ulteriori azioni, progetti europei di vario tipo, oppure può trasformarsi in gemellaggio tra rispettivi comuni.
I numerosi incontri tra alunni che svolgete sono importanti per la riuscita dei vostri obiettivi, cosa adattate e cosa proporrete nell’agenda dell’incontro di aprile a Sibari?
Naturalmente celebrare un grande festa Italo – Ellenica! Protagonisti sono gli stessi alunni, alla tavola rotonda però si affronterà il tema di ricerca delle radici comuni: realtà e prospettive della Rete. Nostra aspirazione è riuscire ad organizzare entro quest’anno, a ottobre, in Grecia simile manifestazione con le scuole greche con la visita delle scuole italiane, per costituire un’analoga Rete greca. Riteniamo, con cognizione di giudizio, che il Ministero della pubblica istruzione greca sostiene e promuove questa prospettiva, che chiedono insistentemente molte scuole greche come sbocco creativo nella formazione nell’educazione.
Quante scuole e alunni aspettate dalla Grecia e quanti sono i partecipanti al Simposio?
Hanno confermato il diritto di adesione ai posti limitati 6 scuole greche, con una delegazione di 200 persone tra alunni e docenti accompagnatori, in gran parte docenti di lingua italiana, molto maggiore il numero degli alunni, che saranno 600 provenienti da 15 scuole diverse. Al primo Simposio erano intervenuti circa 1000 delegati, 100 dei quali erano alunni di Eubea. Del 1° Simposio verrà pubblicati il volume degli atti stampato con allegato DVD durante il 2° simposio di Sibari.
Ci sono altre azioni della Rete scolastica che potrebbero essere indicate e segnalate, e quali sono?
Ogni anno organizziamo corsi intensivi di lingua e cultura greca per italiani di ogni età in Grecia. Promuoviamo costantemente, dove questo è possibile e previsto da protocolli di intesa tra scuole, la lingua greca come lingua straniera nelle scuole italiane durante l’anno didattico scolastico. Ricerchiamo la familiarità nell’uso delle due lingue parlandone negli incontri. In questo modo si attua la comprensione, il ritorno graduale alle comuni radici linguistiche, con lo studio, con il contatto culturale, con il divertimento, per definire il significato geografico e geopolitico, con la partecipazione nei riferimenti istituzionali dei rispettivi territori che ognuno di noi deve dal suo ambiente rivendicare con libera coscienza.
L’Unione Panellenica dei Docenti di Lingua Italiana in Grecia e il sito www.inital.gr La ringraziano per l’intervista.



































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