Una nuova colonia greca è spuntata improvvisamente in terra italica e si è subito notata dai locali. Sono scesi a cavallo, una centinaio di centauri a comando del centurione Nikos, loro carismatico ecista, in prima fila del roboante serpentone, lungo 5 chilometri. Intorno a loro, con gli occhi abituati alle folli velocità su due ruote anche senza casco, ma ora lucidi per un motivo imprevisto sulla roadmap, l’emozione! Si, perché i colonizzati si sono dimostrati fedeli accompagnatori nel percorso di conquista, veri e propri Enotri anticamente legati con i neogreci appena sbarcati dal traghetto.
I centauri locali, italiani angeli custodi degli invasori pacifici, vestiti in modo identico e divisi dal solo colore della divisa motociclistica, gialla per gli ospiti greci, arancione per gli ospitanti italiani, sono un gruppo indistinto che sfila in riga ma baldanzoso e rumoreggiante sulle strade salentine, sfila con ordine nei centri storici, parcheggia nelle piazze ornate da Castelli in attesa secolare di nuovi cavalieri, finalmente appena arrivati ad animare il bellicoso aspetto fin troppo assopito in tempi di pace e disuso.
































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