Il Sud Europa: tra tradizione e globalizzazione. Quale futuro?

Il Sud Europa: tra tradizione e globalizzazione. Quale futuro?

Un’analisi filosofica e culturale per le società a larghi tratti prepolitiche

Il Sud Europa, Greci e meridione d’Italia soprattutto, si trova ad affrontare una serie di sfide uniche, in bilico tra la tradizione millenaria e le spinte globalizzanti. Da un lato, un capitale umano ancora legato a valori e costumi antichi; dall’altro, l’avanzata di un modello capitalistico spesso privo di limiti etici e sociali e senza freni inibitori dalla politica lasciata a professionisti politicanti.

Un divario tecnologico e sociale

Il divario tecnologico e industriale con il resto d’Europa è evidente, si misura ogni giorno, in ogni campo. Le economie del Sud, basate in gran parte sull’agricoltura e sul turismo, dal basso plusvalore che fanno concorrenza al terzo mondo, stentano a tenere il passo con la rivoluzione digitale ed agganciare l’innovazione per correre nei ritmi dei paesi di grido, come la Tigre Asiatica. La disoccupazione, soprattutto tra i giovani, è dilagante, la dispersione dei cervelli palese, il problema demografico bomba ad orologeria al sistema sociale.

La filosofia come risposta

Di fronte a questa situazione di declino totale, la filosofia può giocare un ruolo fondamentale. Non saranno certo i politici, in balia di logiche di potere e consenso per campare alla giornata in rapporti clientelari con la demagogia e il populismo sulla scena del teatrino politicante, a trovare le soluzioni. Saranno piuttosto i pensatori, gli studiosi, gli artisti a dover elaborare nuove visioni del mondo, ad ispirare la cittadinanza a riprendersi la propria dignità decisionale ed invertire la rotta contro lo scoglio.

Camus e la ribellione

Albert Camus, ne “L’uomo ribelle”, già negli anni ’50 individuava nel consumismo dilagante una grave minaccia alla libertà e alla dignità umana. Non è certo il solo, non solo lui si accorgeva lo scacco matto dell’automatismo turbocapitalistico, speculativo finanziario in mano a oligopoli. Ma quello che dobbiamo avere in mente è la sua proposta eroica, di ribellione individuale, seppur carica di idealismo, rimane un monito importante contro gli eccessi del capitalismo e della conseguente alienazione dell’umanità sacrificata al consumismo non solo dei bisogni reali, materiali, ma soprattutto dell’effimero consumismo esibizionista.

Oltre il villaggio globale

Il “villaggio globale” immaginato da McLuhan si è trasformato in un caravanserraglio frenetico e spesso disorientante. Le idee di Junger, Camus e Sartre, pur nella loro complessità, appaiono oggi come profetiche.

Verso un nuovo umanesimo

La sfida per il Sud Europa è quella di trovare una propria identità nel contesto globale. Elaborare insieme una terza via che sappia coniugare il progresso tecnologico con la tutela dei valori umani e sociali. Un nuovo umanesimo che ponga al centro l’uomo, la sua dignità e il suo benessere.

La responsabilità della cultura

La cultura, in tutte le sue forme, ha la responsabilità di alimentare il dibattito e la riflessione critica, coinvolgere la società civile nella discussione sul proprio futuro, sulla sorte dei nostri figli. Promuovere la conoscenza, l’arte, la letteratura significa costruire una società più consapevole e resiliente, capace di sentire i rischi e stimolare risposte collettive, politiche, istituzionali, in democrazia e trasparenza, di cui le nuove tecnologie cercano già di toglierci dalla mente con gli automatismi dell’Intelligenza Artificiale e gli chatbot anonimi sequestratori del nostro pensiero.

Un futuro incerto

Il futuro del Sud Europa è incerto,  è critico, è in bilico. La coesione Europea tra due polarità a diversa velocità di crescita che aumenta il divario, ci preme a reagire in fretta. Le sfide sono enormi, ma le potenzialità non mancano. La chiave per un futuro migliore è la riscoperta di un’identità forte e autentica, creare sinergie e sistemi di cooperazione per intensificare scambi e irrobustire le filiere produttive, diventare credibile polo di idealità, creatività, proposta politica, capace di dialogare con il resto del mondo senza rinunciare ai propri valori, cultura, lingua, costumi, tradizioni.

Un appello ai pensatori

Ecco perché l’appello ai liberi pensatori, ai filosofi, agli artisti è più urgente che mai. È da loro che deve nascere una nuova visione del mondo, ispirazione capace di superare le contraddizioni del presente problematico e di progettare, costruire, meritare un futuro più giusto e sostenibile.

Il Presidente ???????????????????????????????? ΕΛΛΗΝΟΪΤΑΛΙΚΟΣ ΣΥΝΔΕΣΜΟΣ – LEGA ITALOELLENICA 
Formatore, sociologo, giornalista, editore.
Consulente organizzazione e comunicazione.
Coordinatore di progettazione europea internazionale.
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