Repubblica di Venezia e Doge Morosini Francesco, detto il Peloponnesiaco in Grecia

Repubblica di Venezia e Doge Morosini Francesco, detto il Peloponnesiaco in Grecia

«Venezia, unico albergo a dì nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio de’ buoni […] città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra solidi marmi fondata, ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile»
(Francesco Petrarca, Epistole, Seniles, Lettera a Pietro da Bologna 4 giugno 1364
La Repubblica di Venezia, a partire dal XVII secolo Serenissima Repubblica di Venezia, è stata una repubblica marinara con capitale Venezia. Fondata, secondo la tradizione, nel 697 da Paoluccio Anafesto, nel corso dei suoi millecento anni di storia si affermò come una delle maggiori potenze commerciali e navali europee.
Inizialmente estesa nell’area del Dogado (territorio attualmente assimilabile alla città metropolitana di Venezia), nel corso della sua storia annesse gran parte dell’Italia nord-orientale, l’Istria, la Dalmazia, le coste dell’attuale Montenegro e dell’Albania oltre a numerose isole del mare Adriatico e dello Ionio orientale. Al massimo della sua espansione, tra il XIII e il XVI secolo, governava anche il Peloponneso, Creta e Cipro, la gran parte delle isole greche, oltre a diverse città e porti del Mediterraneo orientale.
it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Venezia

Morosini, Francesco, detto il Peloponnesiaco. Doge di Venezia (Roma 1619 – Nauplia 1694).

Partecipò fin da giovane alle imprese marittime di Venezia, e fu poi (1656) provveditore generale a Candia; capitano generale da mar (1657), combatté instancabilmente i Turchi sino al 1661, quando talune accuse sul suo governo della squadra navale, dalle quali fu assolto, lo allontanarono per alcuni anni dal mare. Poi (1666) difese ancora Candia in qualità di capitano generale da mar, e solo nel 1669 si piegò alla pace: ottenne allora la carica di procuratore di S. Marco. Un nuovo processo non gli impedì la partecipazione alla vita politica sino al 1683 come revisore delle fortificazioni in terraferma. Ma dal 1684, ripreso il mare, in quattro anni compì quella celebre riconquista della Morea che gli valse il titolo di Peloponnesiaco. Eletto doge (1688), tentò, mentre tornava a Venezia per ricevere l’investitura dogale, l’assedio di Negroponte, con esito sfortunato. Nel 1693, benché vecchio, riprese il comando della flotta veneziana e morì l’anno dopo a Nauplia.

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