Benvenuto aprile! – Απρίλη μου ξανθέ!

Benvenuto aprile! – Απρίλη μου ξανθέ!

La canzone Απρίλη μου, (Il mio aprile) è inclusa nell’album di Mikis Theodorakis “La canzone del fratello morto”, pubblicato nel 1962.

L’album contiene dei brani iconici della discografia greca, ma tra questi brilla la performance di Grigoris Bithikotsis con Απρίλη μου. È un inno alla Primavera, ai suoi odori, i suoi fiori, alla rinascita della natura. Me la cantava spesso mia nonna ridendo: την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ (Elena) μα το ’χω μυστικό.

 Απρίλη μου, Απρίλη μου ξανθέ
και Μάη μυρωδάτε
καρδιά μου, πώς αντέχεις
μέσα στην τόση αγάπη
και στις τόσες ομορφιές
Γιομίζει η γειτονιά
τραγούδια και φιλιά
την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ
μα το ’χω μυστικό
Αστέρι μου, αστέρι μου χλομό
του φεγγαριού αχτίδα
στο γαϊτανόφρυδό σου
κρεμάστηκε η καρδιά μου
σαν το πουλάκι στο ξόβεργο
Γιομίζει η γειτονιά
τραγούδια και φιλιά
την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ
μα το ’χω μυστικό
Λουλούδι μου, λουλούδι μυριστό
και ρόδο μυρωδάτο
στη μάνα σου θα ’ρθω
να πάρω την ευχή της
και το ταίρι π’ αγαπώ
Γιομίζει η γειτονιά
τραγούδια και φιλιά
την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ
μα το ’χω μυστικό.

Mikis Theodorakis è nato nel 1925 a Chios e ha vissuto quasi un secolo, con un’attività artistica estremamente ricca e un’intensa attività politica e militante per gran parte della sua vita.
I generi musicali che ha composto sono tanti e vari. Oltre alla sua vasta opera popolare che ha lanciato la sua carriera e gli ha dato popolarità, La danza di Zorba ne è l’emblema, ha scritto musica per cinema, teatro musica da camera, balletto e opere sinfoniche e ha lasciato dietro di sé una gigantesca discografia che conta centinaia di opere.
Il suo riconoscimento e la sua fama mondiale superano quelli di qualsiasi altro artista greco. Ha tenuto concerti in molti paesi esteri, le sue composizioni sono state eseguite da artisti di fama mondiale.
Le canzoni popolari greche più importanti portano la firma di Mikis Theodorakis cantate dalla voce di Grigoris Bithikotsis.
Grigoris Bithikotsis raggiunge la notorietà al fianco di Mikis Theodorakis e le loro canzoni diventano famosissime tra la gente e attraversano i confini del paese con enormi successi senza tempo come “Epitafio” e “Axion Esti”.
Il loro primo incontro avviene a Makronisos.
Nel 1945 quando Grigoris Bithikotsis era soldato a Makronissos, tutti sapevano che era un musicista e un superiore gli ordinò di mettere su un’orchestra per intrattenere gli ufficiali del Club di Makronissos.
Un giorno, mentre stava provando una canzone con la sua orchestra, Bithikotsis racconta nella sua biografia che vide un ragazzino sdraiato con un libro in mano a cui chiese cosa stesse facendo e lui gli rispose “Studio musica”. Il giovane era Mikis Theodorakis. Questo ragazzo alto, che era sdraiato a leggere il suo libro, avrebbe incontrato di nuovo Bithikotsis – sempre per caso – ad Atene. Bithikotsis stava comprando le corde per le sue chitarre e il suo bouzouki.

Il loro rapporto diventa strettissimo e incrollabile, con una parentesi durante la dittatura. Insieme a Theodorakis, i due scrissero alcune delle pagine più brillanti della storia della canzone greca “Axion Esti”, “Epitafios”, “Ena Deilino”, “Drapetsona”, “Romiosiny” (“Le campane suoneranno”), dalla poesia di Yannis Ritsos e “Axion Esti” dalla poesia di Odysseas Elytis, brani che esprimono il talento di Theodorakis, ma che non sarebbero gli stessi senza la voce di Bithikotsis.
L’attività politica di Theodorakis continuò durante gli anni della dittatura, Mikis, che passò alla clandestinità, fu imprigionato, fu messo in isolamento, agli arresti domiciliari, fu deportato a Zatuna con la famiglia e finì nel campo di Oropou, prima di fuggire a Parigi. Le sue canzoni con Bithikotsis furono vietate dal regime del 21 aprile, ma i colonnelli apprezzavano l’artista Bithikotsis. Gli chiesero di eseguire l'”Inno della Rivoluzione” insieme a Vicky Moscholiou, e lui accettò.
Theodorakis aveva cercato di fermarlo con una lettera molto dura in cui gli chiedeva di non demolire tutto ciò che avevano costruito negli anni precedenti, di non ascoltare gli speculatori e gli adoratori e di non gettare nel fango il suo nome e il nome dei suoi figli.
Grigoris Bithikotsis, come è noto, non ascoltó il consiglio di Mikis. Rispose che non poteva sopportare l’esilio in quel momento della sua vita.
La gente greca, tuttavia, non lo ha mai colpevolizzato per questa scelta.
Nella memoria collettiva, il nome di Bithikotsis sarà per sempre legato a quello di Theodorakis.

 

Elena Cannata

Educatore professionale, dottoressa in Scienze Politiche 

Notizie mie e dal web 

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