“Non dobbiamo essere intaccati da questa mistura del potere senza cultura valoriale ed etica”

“Non dobbiamo essere intaccati da questa mistura del potere senza cultura valoriale ed etica”

La frase “Non dobbiamo essere intaccati da questa mistura del potere senza cultura valoriale ed etica” esprime una profonda critica alla cultura di massa contemporanea. In essa emerge subito la denuncia per un declino pericoloso in cui versa il paese e l’occidente forse, a causa di comportamenti lesivi dovuti a questi fenomeni sociali della società industriale e ancor più nella nostra rivoluzione epocale della globalizzazione, postindustriale digitale:

Apolitica: Disinteressata alle questioni politiche e sociali, favorendo un individualismo passivo.

Consumatrice: Focalizzata sull’acquisto di beni e servizi, alimentando un senso di materialismo e superficialità.

Egoistica: Promuove l’appagamento personale immediato, ostacolando la solidarietà e la responsabilità sociale.

Senza cultura valoriale ed etica: Manca di principi morali solidi, condivisi per cultura democratica, favorendo un relativismo che mina la coesione comunitarista, per conseguente atomismo indifferente alla questione della comunità di appartenza, con la atrofizzazione della solidarietà nella società.
La cultura di massa: E’ di fatto prodotta, indotta per modelli sociali e controllata con le caratteristiche di gregge da élite di potere, istituzionali, economiche e mediatiche che ne sfruttano la pervasività per promuovere interessi personali e modelli di consumo effimeri.
Apoliticità e individualismo: La disaffezione per la politica e l’enfasi sull’individualismo per la soddisfazione di falsi bisogni, indotte necessità di consumismo sfrenato, esibizionista, indeboliscono la partecipazione paritaria, democratica e la cittadinanza attiva.
Materialismo e consumismo: L’ossessione per l’acquisto di beni materiali genera alienazione, insoddisfazione personale che porta alla manifestazione di vere e proprie epidemie di disaggio comportamentale e anche insostenibilità ambientale per sfruttamento scellerato delle scarse risorse disponibili.
Egoismo e narcisismo: La cultura di massa del consumismo egoistico, celebra l’egocentrismo e la ricerca di fama effimera, esibizionista, da influncer sulla scena sostituita da ritmi e cliché digitali, ostacolando la compassione e l’empatia.
Relativismo e nichilismo: L’assenza di valori condivisi tra generazioni mina la coesione sociale e genera disorientamento e apatia, spinge l’individuo all’isolazionismo per la delusione di non poter assicurarsi una comfort zone ovattata assicurata dalla genitorialità perpetua ricercata, oppure da uno Stato sociale onnipresente che sostituisca la persona con un suddito allevato dalla culla fino alla tomba senza alcuna responsabilità di autocoscienza e libertà di azione, scelta di personalità.
La critica molto acuta espressa da una donna, protagonista della politica italiana, l’on. Tina Anselmi, prima ministra della Repubblica Italiana nella frase iniziale, it.wikipedia.org/wiki/Tina_Anselmi è un invito a resistere all’omologazione e a coltivare una cultura alternativa basata su valori autentici, impegno sociale e responsabilità. Promuovere una cultura alternativa, critica e più consapevole, con cognizione dei veri problemi sociali e solidale, è fondamentale per costruire una società più giusta e sostenibile.
Come esempio di resistenza possiamo indicare:
Sostegno a movimenti e organizzazioni democratiche che promuovono valori alternativi.
Consumo critico, responsabile e consapevole.
Impegno in attività di volontariato e cittadinanza attiva.
Dobbiamo essere promotori di una cultura dell’informazione e del dibattito pubblico.
Dobbiamo diventare scudo contro gli influencer da palcoscenico digitale e televisivo, smascherando il loro vuoto cosmico che viene palesato da spettacoli di nessun valore, né di formazione, né di cultura, né di estetica.
Come la capisco io, sociologo e giornalista, cittadino europeo attivo: La frase “Non dobbiamo essere intaccati da questa mistura del potere senza cultura valoriale ed etica” rappresenta un monito a non soccombere alla cultura di massa alienante e individualista. La costruzione di una società più giusta e umana richiede la coltivazione di una cultura alternativa basata su valori autentici, impegno sociale e responsabilità.
Come fonti principali delle mie considerazioni prendo queste:
The Frankfurt School: en.wikipedia.org/wiki/Frankfurt_School
Cultural Studies: en.wikipedia.org/wiki/Cultural_studies
Formatore, sociologo, giornalista, editore.
Consulente organizzazione e comunicazione.
Coordinatore di progettazione europea internazionale.

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