Delfi, Grecia

Delfi: il santuario dell'oracolo di Apollo

Sui pendii del monte Parnaso, sopra il Golfo di Corinto, il santuario divinatorio più importante della Grecia antica. Per gli antichi era l'omphalos, l'ombelico del mondo. Sito, museo, accesso da Atene.

Delfi (greco moderno Delfí) sorge a quota 600 metri sul versante meridionale del monte Parnaso, in Focide, 180 km a nord-ovest di Atene. Il sito archeologico — iscritto Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1987 — fu il più importante santuario divinatorio del mondo greco antico, attivo dal IX secolo a.C. fino al 393 d.C., quando l'imperatore cristiano Teodosio I chiuse tutti gli oracoli pagani. Per quasi 1.300 anni la Pizia, sacerdotessa di Apollo, rispose qui ai quesiti dei fedeli — privati cittadini con dubbi familiari come Re e magistrati con scelte di guerra e di stato. Gli antichi consideravano Delfi l'omphalos, l'ombelico del mondo: la mitologia raccontava che Zeus aveva fatto volare due aquile dai due estremi della Terra e queste si erano incontrate proprio qui.

L'oracolo: come funzionava

La cerimonia oracolare aveva un protocollo strutturato. Il fedele arrivava al santuario, pagava una tassa (la pelanos), si purificava con acqua della fontana Castalia, sacrificava un capro davanti al tempio (ammesso solo se l'animale rabbrividiva tutto, segno favorevole). Solo allora veniva ammesso nell'adyton, la sala sacra all'interno del Tempio di Apollo, dove la Pizia, sacerdotessa di Apollo, sedeva su un tripode di bronzo sopra una fessura nel pavimento da cui salivano vapori. Entrava in trance ispirata, e rispondeva al quesito in modo confuso e frammentario: erano i sacerdoti che traducevano poi la risposta in esametri deliberatamente ambigui, da interpretare.

Per molto tempo si è discusso se i "vapori" fossero un mito letterario. Studi geologici e archeologici dell'inizio del 2000 (De Boer, Hale, Spiller) hanno confermato che sotto il sito di Delfi corrono due faglie geologiche attive che, nelle epoche di sismicità più alta, lasciavano effettivamente filtrare gas dolce-aromatici (etilene + metano) attraverso fessure carsiche. L'etilene a basse dosi produce alterazioni della percezione sensoriale compatibili con i sintomi descritti dagli antichi (Plutarco, sacerdote a Delfi nel I-II sec d.C., ne lasciò testimonianza). La trance della Pizia non era simulata.

Cosa si vede al sito

La Via Sacra

Il percorso a zig-zag che dall'ingresso sale verso il Tempio di Apollo. Lungo il tragitto stavano i "tesori": piccoli templi-tesoreria che le città greche erigevano per conservare gli ex voto e le offerte all'oracolo. Si conservano (o sono stati ricostruiti): il Tesoro degli Ateniesi (interamente ricostruito nel 1906, in marmo pario, con 30 metope sculturate), il Tesoro dei Sifni (frammenti del fregio al museo), il Tesoro degli Sicioni. L'Halos, terrazza centrale, era ricoperta di statue votive (oltre 3.000 al picco): oggi se ne vedono i basamenti.

Tempio di Apollo

Costruito in tre fasi successive (VI sec a.C., V sec a.C. dopo un terremoto, IV sec a.C. dopo un incendio). Le rovine attuali appartengono alla terza fase. Sei colonne sui lati corti, quindici sui lunghi. Era qui, nell'adyton, che si compiva l'oracolo. Sopra il portale stava incisa la massima delfica per eccellenza: Gnothi seautón — "conosci te stesso". Oggi rimangono sei colonne in piedi (restaurate negli anni '40) e i basamenti.

Teatro

Sopra il Tempio di Apollo, capienza 5.000 spettatori. V-III secolo a.C., scavato nel pendio del Parnaso. Si tenevano qui i Giochi Pitici (musicali, poetici, drammatici) ogni quattro anni, in alternanza con i Giochi Olimpici. Vista frontale spettacolare sulla valle del Pleisto e sul Golfo di Corinto.

Stadio

L'edificio più alto del santuario, a 600 metri di quota. 178 metri di lunghezza, capienza 6.500 spettatori. Si svolgevano qui le gare atletiche dei Giochi Pitici (corsa, lancio del disco, lotta, pugilato). Conservato benissimo: 20 file di gradinate sul lato nord, linee di partenza in marmo sul terreno. Si arriva con altri 10 minuti di salita oltre il teatro.

Tholos di Athena Pronaia

A 200 metri a sud-est dell'ingresso principale, in posizione separata, sta la Tholos (rotonda) del santuario di Athena Pronaia. Costruita nel 380-360 a.C. dall'architetto Theodoros di Phocea, era una rotonda di 20 colonne doriche esterne e 10 corinzie interne, con frontoni metopati in marmo dell'isola di Paros. Andò distrutta nei terremoti tardo-antichi: tre colonne sono state rialzate nel 1938 e formano oggi il monumento più fotografato di Delfi. Il significato religioso preciso resta dibattuto.

Il Museo Archeologico

A 200 metri dall'ingresso del sito, il Museo Archeologico di Delfi conserva gli originali staccati. Tra i pezzi cardine:

Periodo migliore

Aprile-prima metà di giugno e seconda metà di settembre - ottobre. Temperature 18-26 °C, code accettabili, escursione al Tempio di Apollo gradevole. Estate (luglio-agosto): 35-38 °C, ombra solo agli olivi della terrazza inferiore, dovreste arrivare alle 8:00 per evitare il caldo peggiore. Inverno: il sito è quasi sempre aperto, atmosfera intima, ma neve sul Parnaso può rendere la strada di accesso pericolosa (controllare le previsioni).

Come arrivare

Combinare con

Tre opzioni di estensione:

Dove dormire

Delfi paese ha 25 strutture, da B&B a 4 stelle. Tre opzioni:

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