Olimpia (greco moderno Olympía) sta nella regione dell'Elide, sulla costa occidentale del Peloponneso, alla confluenza dei fiumi Alfeo e Cladeo. Non è la cima sacra del Monte Olimpo (quella è in Tessaglia, nel nord), ma il santuario terrestre dedicato a Zeus dove dal 776 a.C. al 393 d.C. — per quasi 1.170 anni consecutivi — si celebrarono i Giochi Olimpici dell'antichità. Tre giorni ogni quattro anni di gare atletiche, sacrifici, banchetti, ai quali partecipavano atleti da tutte le città greche, accomunate per l'occasione da una "tregua sacra" (ekecheiria) che sospendeva guerre e conflitti. La Grecia post-classica non conobbe nessun'altra istituzione così longeva e così intra-ellenica.
Il sito archeologico è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1989, insieme al museo che ospita gli originali staccati dal santuario. Olimpia moderna è una cittadina di 1.000 abitanti che vive interamente di turismo culturale, raggiunta da pellegrini archeologici, gruppi di crocieristi sbarcati dalla vicina Katakolo, scuole italiane e tedesche.
Cosa si vede al sito archeologico
Tempio di Zeus Olimpio (V sec a.C.)
Il tempio principale del santuario, costruito tra il 470 e il 456 a.C. dall'architetto Libone di Elide. Lungo 64 metri, largo 27, alto 21: dimensioni paragonabili al Partenone. Sei colonne sui lati corti, tredici sui lunghi. Conteneva la statua crisoelefantina di Zeus di Fidia (12 metri di altezza, oro per il vestito, avorio per la pelle), considerata dagli antichi una delle Sette Meraviglie del mondo. La statua andò distrutta in epoca tardoantica (incendio del palazzo di Lauseio a Costantinopoli, V secolo). Il tempio crollò in seguito ai terremoti del IV-VI secolo: oggi se ne vedono i basamenti e quattro tamburi delle colonne sovrapposti. Restauro in corso permanente.
Tempio di Era (Heraion, 600 a.C.)
Il tempio più antico del santuario, costruito intorno al 600 a.C. (più vecchio del Tempio di Zeus stesso). Sedici colonne in fila per lato, tre sui corti. Era il tempio della consorte di Zeus, e qui veniva conservato il Disco di Ifito con incise le regole della tregua sacra. Davanti al Tempio di Era, ogni quattro anni — anche oggi, in occasione dei moderni Giochi Olimpici — si accende la fiamma olimpica con specchi parabolici puntati al sole, in una cerimonia officiata da sacerdotesse vestite di stoffe greche antiche.
Stadio antico
La parte del sito più scenografica e meglio conservata. 213 metri lungo, 30 largo, capienza originale 45.000 spettatori seduti sui terrapieni laterali (niente gradinate strutturate: pendio erboso). Pista lunga "uno stadion" originario (192 metri, da una linea di partenza all'altra). Si entra dal "krypte stoa" (corridoio coperto dei corridori), si percorre l'asse, si vede dove stavano i giudici (l'altare di Demetra Chamyne) e dove correvano le quattro discipline atletiche del programma classico (stadion, diaulos, dolichos, hoplitodromos). Il visitatore può attraversare a piedi tutto lo stadio.
Altri edifici
Il Bouleuterion (sede del Senato olimpico), il Philippeion (rotonda commemorativa di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, IV sec a.C.), le Palestre (luoghi di allenamento per lotta e pugilato), il Ginnasio (per le gare di velocità), il Pelopio (santuario dell'eroe Pelope, mitico fondatore dei Giochi), la Casa di Nerone (residenza voluta dall'imperatore romano per partecipare in prima persona ai Giochi del 67 d.C., dove poi vinse — ovviamente — tutte le gare e fu proclamato vincitore), l'Officina di Fidia (officina archeologicamente identificata da una coppa con incisione "ΦΕΙΔΙΟΥ ΕΙΜΙ" — "appartengo a Fidia").
Il Museo Archeologico Nazionale
A 200 metri dall'ingresso del sito archeologico, il Museo Archeologico Nazionale di Olimpia ospita gli originali staccati dal santuario. Tra i pezzi cardine:
- L'Hermes di Prassitele (IV sec a.C.): unica statua attribuita con certezza a Prassitele, statua di Hermes che porta in braccio il piccolo Dioniso.
- I frontoni del Tempio di Zeus: il frontone est rappresenta la corsa con il carro tra Pelope ed Enomao (mitica origine dei Giochi); il frontone ovest mostra la centauromachia con Apollo che guida i Lapiti.
- La Nike di Paionios (425 a.C.): statua della vittoria alata, in volo discendente, sopra la trabeazione di un pilastro.
- Le metope con le 12 fatiche di Eracle dal Tempio di Zeus.
- L'elmo di Milziade (vincitore di Maratona, 490 a.C.) offerto al santuario come ex voto.
Biglietto separato 6 EUR, oppure incluso nel combinato sito + museo a 12 EUR in alta stagione (6 in bassa). Cittadini UE under 25 gratis. Da non saltare: è una delle migliori collezioni archeologiche di Grecia.
Periodo migliore
Aprile-prima metà di giugno e seconda metà di settembre - ottobre. Temperature 18-26 °C, code accettabili, luce dorata. Da evitare: luglio-agosto, con 35-40 °C nel sito esposto, ombra solo agli alberi delle palestre, e i gruppi delle navi da crociera che dalle 10 alle 14 affollano il sito al ritmo di 800-1.500 persone all'ora.
Come arrivare
- Da Patrasso (porto traghetti dall'Italia): 96 km, 1h45 in auto via E55. Traghetti Bari-Patrasso e Ancona-Patrasso.
- Da Atene: 320 km, 3h30 via autostrada A8 Olympia Odos. La rotta è veloce e scenografica.
- Dal porto di Katakolo (cruise terminal greco): 32 km, 30 minuti in auto. Bus turistici delle navi 50 minuti.
- Aeroporto di Kalamata (KLX): 96 km, 1h30. Voli stagionali da Roma con SkyExpress.
- Treno SK7 Atene-Pyrgos-Olimpia: 6 ore, 18-30 EUR. Scenico ma lento.
- Bus KTEL: da Atene Terminal A 8 corse al giorno via Pyrgos, 5 ore, 27-32 EUR.
Dove dormire
Olimpia paese ha 30 strutture, da B&B a 4 stelle. Tre opzioni:
- Olimpia centro: Olympion Asty (4 stelle 90-140 EUR), Hotel Pelops (3 stelle, gestione greco-australiana, 60-95 EUR), Bacchus B&B (45-75 EUR).
- Pyrgos (capoluogo Elide, 25 km a nord): più scelta, prezzi più bassi, ma serve auto.
- Costa di Skafidia o Kourouta (10 km a ovest): hotel 4 stelle vista mare a 130-220 EUR. Conviene per chi combina archeologia + spiaggia.
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