Chora, Mykonos

Chora: il centro storico di Mykonos

Un labirinto pedonale di venti isolati di case bianche con porte azzurre, quaranta chiese ortodosse, cinquanta-e-passa bar, le boutique designer di Matogianni, il fronte mare di Little Venice e i mulini di Kato Mili.

Chora (in greco Chóra, "il borgo principale") è la capitale e centro storico di Mykonos. Si distende sulla costa ovest dell'isola, a metà tra il porto vecchio e i mulini a vento di Kato Mili. Un chilometro quadrato di vicoli pedonali pavimentati in lastre di calcare, larghi 1,5-2 metri, intricati come un labirinto deliberato: l'urbanistica non è casuale ma difensiva, pensata nei secoli XV-XVIII per disorientare i pirati che facevano incursioni dal mare e per spezzare il vento del meltemi. Case bianche imbiancate a calce ogni anno prima di Pasqua, porte e infissi color azzurro o verde, fioriere di buganvillee, gradini in marmo dipinti di bianco lungo i bordi. Quaranta-e-passa chiese ortodosse incastonate nei vicoli, cinquanta tra bar e cocktail club che animano la sera. È il cuore della vita di Mykonos: chiunque venga sull'isola finisce per passare qui le sere e le tarde mattine, anche chi alloggia sulle spiagge.

Una cosa va detta subito, senza giri di parole: Chora è bellissima ma non è mai tranquilla in alta stagione. Da maggio a settembre il porto vecchio è uno scalo da crociera, e nelle giornate di punta possono attraccare fino a sette-otto navi che riversano sull'isola anche 15.000-20.000 passeggeri concentrati nella fascia 10:00-16:00. Significa che i vicoli di Matogianni e il fronte di Little Venice, a mezzogiorno, diventano un fiume di persone. Il trucco per godersi davvero Chora è ribaltare gli orari (sotto trovi quali), non subirli.

Cosa vedere

I mulini di Kato Mili, Mykonos
Kato Mili (Mykonos) — foto: Joe deSousa · Pubblico dominio (CC0)

Panagia Paraportiani

La chiesa più fotografata di Mykonos, nel quartiere di Kastro, all'estremità sud-ovest del porto vecchio, sotto i mulini. Il nome significa "Madonna della porticina laterale", perché l'ingresso si trovava accanto alla porta secondaria delle mura del Kastro. È in realtà cinque chiese fuse in un unico complesso: la costruzione iniziò nel 1425 e si concluse solo nel XVII secolo. Quattro chiese a livello del suolo (dedicate a Sant'Eustachio, San Sozonte, i Santi Anargiri e Sant'Anastasia) formano la base su cui poggia la quinta, sopraelevata. Le forme arrotondate, le superfici lisce imbiancate, l'aggregazione organica delle volte: spesso citata come anticipazione dell'estetica modernista, è classificata Monumento Nazionale. Si gira gratis intorno dall'esterno a qualsiasi ora — ed è quello il punto di vista che fa le foto. La luce migliore è la sera, quando il bianco vira sul rosa al tramonto.

Mulini a vento di Kato Mili

Il simbolo dell'isola: i mulini bianchi a pianta circolare con il tetto di paglia, allineati sulla collinetta a sud di Chora, esposti al meltemi che li alimentava. Mykonos ne contava sedici in tutto; quelli iconici, fotografatissimi, sono i sette del crinale sopra Little Venice (cinque dei quali, i più ravvicinati, formano il gruppo di "Kato Mili", i "mulini bassi"). Costruiti per lo più dai Veneziani a partire dal XVI secolo, macinavano il grano sfruttando i venti costanti e restarono in funzione fino al primo Novecento, quando la produzione cerealicola perse valore. Oggi sono monumenti: si raggiungono in pochi minuti a piedi dal porto, l'ingresso all'area è libero, e dalla spianata si gode la vista più ampia su Little Venice e sul tramonto. Per il dettaglio su mulini e fronte mare vedi la scheda dedicata a Little Venice.

Little Venice (Alefkandra)

Il bordo ovest del centro storico: una fila di vecchie case di mercanti e capitani di mare costruite, già in epoca medievale e veneziana, direttamente a filo dell'acqua, con i balconi di legno sospesi sulle onde. Da qui il nome "piccola Venezia". È il luogo del tramonto per eccellenza di Mykonos, oggi occupato a piano terra da una fila di cocktail bar storici. Vedi la scheda dedicata.

Metropoli e Agios Nikolaos

La Metropoli (cattedrale ortodossa) con iconostasi del XIX secolo si trova nello stesso slargo della cattedrale cattolica: la presenza di entrambe, fianco a fianco, è eredità del lungo periodo veneziano (la comunità cattolica di Mykonos è sempre stata minoritaria ma riconosciuta). Agios Nikolaos, la chiesetta azzurra e bianca proprio sul porto vecchio, è la chiesa dei marinai, dedicata al loro patrono e decorata con ex-voto e modellini di nave; è aperta a tutte le ore ed è uno dei soggetti più fotografati della banchina. In tutto il centro storico si contano oltre quaranta chiese e cappelle, molte private, costruite dalle famiglie come voto: ti capiterà di trovarne una incastrata fra due case ad ogni angolo.

Museo Marittimo Egeo, museo del folklore, casa di Lena

Chora ha alcuni piccoli musei che valgono la mezz'ora, soprattutto nelle ore di calca quando conviene infilarsi al fresco al riparo della folla:

Gli orari dei musei sono stagionali e cambiano spesso: è normale che aprano solo nel tardo pomeriggio, conviene verificare il giorno stesso.

Tria Pigadia

I "tre pozzi" del XVIII secolo nello slargo omonimo, un tempo unica fonte d'acqua del borgo. La leggenda locale vuole che la ragazza che beva da tutti e tre nello stesso giorno trovi marito entro l'anno: oggi è racconto folklorico e l'area è diventata uno dei nodi della vita serale, fra musei e bar.

Petros il pellicano

La mascotte ufficiale di Mykonos è un pellicano. La storia comincia nel 1958, quando un pescatore trovò al largo un pellicano ferito, lo curò e l'animale decise di non ripartire più: i locali lo chiamarono Petros e lo adottarono come simbolo dell'isola, libero di passeggiare tra il porto e i vicoli. Divenne talmente celebre che, quando una volta volò sulla vicina Tinos, le due isole finirono a contendersi la sua "custodia" in tribunale (vinse Mykonos). Il Petros originale morì nel 1985, investito da un'auto; da allora gli sono succeduti altri pellicani — uno donato, si racconta, da Jacqueline Kennedy Onassis — e ancora oggi se ne vedono uno o due gironzolare sulla banchina del porto vecchio o davanti alle taverne, presi d'assalto dai fotografi. Se ne incroci uno, fermati: è il vero abitante più famoso di Chora.

Le vie principali e lo shopping

Chora si gira senza una mappa e va benissimo perdersi: il labirinto è il bello. Detto questo, qualche asse di riferimento aiuta. Lo shopping a Chora è quasi tutto di fascia alta — l'isola è una vetrina del lusso — ma fra una boutique e l'altra restano gli atelier di artigiani locali, dove si compra qualcosa di vero.

Da evitare se cerchi qualcosa di autentico: i negozi di souvenir generici lungo le banchine del porto vecchio, dove la merce è importata quasi al 100%.

Dove mangiare a Chora

Mangiare a Chora richiede un po' di strategia, perché qui "tradizionale" non vuol più dire "economico" e gran parte delle insegne più visibili — quelle con il menù plastificato esposto e il personale che invita ad accomodarsi — sono trappole per turisti a prezzi gonfiati. La buona notizia è che le taverne vere esistono ancora, basta scostarsi dalle vie principali. Ordini di grandezza utili: una taverna onesta costa 40-70 EUR in due con il vino; un ristorante di pesce o un sunset spot 80-150 EUR in due; mentre con uno souvlaki, una spanakopita o un giro in panetteria si mangia bene sotto i 10-15 EUR.

Consiglio pratico: in alta stagione la cena nei locali buoni si prenota, soprattutto per i tavoli al tramonto, e si paga quasi ovunque con carta.

Aperitivo e vita notturna

Chora è la capitale notturna delle Cicladi: oltre cinquanta tra bar, cocktail bar e club nei vicoli, accesi fino alle 3-4 del mattino. La serata, tradizionalmente, si apre con l'aperitivo al tramonto a Little Venice e prosegue spostandosi nei vicoli interni. Tre i poli da conoscere:

Il club più grande dell'isola, Cavo Paradiso, non è in città: sta a circa 6 km a sud, sopra Paradise Beach, e ospita i grandi nomi internazionali della musica elettronica. In Chora il momento di punta è fra le 23 e le 2.

Come muoversi a Chora e i due porti

La prima regola: nel centro storico non si entra in auto. Tutto il borgo (circa un km², una ventina di isolati) è zona pedonale, con vicoli larghi 1,5-2 metri: l'auto si lascia in periferia e si prosegue a piedi. La seconda cosa da capire è che Mykonos ha due porti e due stazioni dei bus, e confonderli costa tempo:

Per gli spostamenti sull'isola ci si appoggia ai bus KTEL, economici (1-3 EUR a corsa) e frequenti in alta stagione. Le due stazioni sono entrambe in città ma non collegate fra loro se non a piedi (circa 15 minuti attraverso Chora): la stazione Nord (Old Port) serve nord e porto, la stazione Sud, detta "Fabrika", serve le spiagge a sud (Platis Gialos, Paradise, ecc.) e ospita il parcheggio principale. Per i parcheggi: oltre a Fabrika (coperto, a pagamento, indicativamente 8-15 EUR/giorno) ci sono aree sterrate verso i mulini e l'area del porto (a pagamento, con ZTL serale); a piedi dal parcheggio al centro si fa in pochi minuti.

L'aeroporto JMK è a circa 4 km da Chora: taxi 15-25 EUR (10 minuti) o bus pubblico. Per il viaggio dall'Italia: voli per Mykonos (collegamenti diretti stagionali da diverse città italiane) oppure traghetti via Pireo/Rafina.

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Dove dormire a Chora

Dormire in Chora significa avere tutto a portata di vicolo — chiese, shopping, aperitivo, cena — al prezzo di un certo rumore notturno e di nessun parcheggio sotto casa. Chi cerca silenzio e spiaggia preferisce alloggiare fuori; chi vuole vivere la città sceglie il centro. Quattro fasce indicative (i prezzi a Mykonos sono volatili e salgono molto in luglio-agosto):

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Escursione a Delos

Dal porto vecchio di Chora partono le barche per Delos, l'isola sacra disabitata a una trentina di minuti di navigazione, uno dei siti archeologici più importanti della Grecia (mitica patria di Apollo e Artemide). Le imbarcazioni partono in genere in mattinata (intorno alle 9-11) e rientrano dopo pranzo; il biglietto della barca costa circa 22-25 EUR andata e ritorno, mentre l'ingresso al sito archeologico è a parte (intorno ai 20 EUR). Esistono anche tour con guida. Da sapere: Delos chiude solitamente il lunedì, le barche possono saltare nelle giornate di forte meltemi, e sull'isola non c'è ombra né ristoro — si va presto, con acqua, cappello e scarpe comode. È la mezza giornata culturale che bilancia perfettamente le notti di Chora.

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